Quando vi siano seri motivi che impediscano o sconsiglino la consultazione delle persone esercenti la potesta’ o la tutela, oppure queste, interpellate, rifiutino il loro assenso o esprimano pareri tra loro difformi, il consultorio o la struttura socio-sanitaria, o il medico di fiducia, espleta i compiti e le procedure di cui all'articolo 5 e rimette entro sette giorni dalla richiesta una relazione, corredata del proprio parere, al giudice tutelare del luogo in cui esso opera. Il giudice tutelare, entro cinque giorni, sentita la donna e tenuto conto della sua volonta’, delle ragioni che adduce e della relazione trasmessagli, puo’ autorizzare la donna, con atto non soggetto a reclamo, a decidere la interruzione della gravidanza.
venerdì 16 luglio 2010
"Partorirai nel dolore"...e se abortirai, anche.
venerdì 9 luglio 2010
Donne e religione
Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia. (Siracide)
Come si può giustificarsi un uomo davanti a Dio e apparire pur un nato di donna (Giobbe)
La donna che ha un flusso di sangue per molti giorni, fuori del tempo delle regole, o che lo abbia più del normale sarà immonda per tutto il tempo del flusso, secondo le norme dell'immondezza mestruale. Ogni giaciglio sul quale si coricherà durante tutto il tempo del flusso sarà per lei come il giaciglio sul quale si corica quando ha le regole; ogni mobile sul quale siederà sarà immondo, come lo è quando essa ha le regole. Chiunque toccherà quelle cose sarà immondo; dovrà lavarsi le vesti, bagnarsi nell'acqua e sarà immondo fino alla sera. Quando essa sia guarita dal flusso, conterà sette giorni e poi sarà monda. (Levitico)
Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio. (Paolo, ai Corinzi)
Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore. (Paolo, ai Colossesi)
Ogni donna impudica sarà calpestata come sterco nella via. (Siracide)
Alla donna disse: Moltiplicherò i tuoi dolori e le tue gravidanze, con dolore partorirai figli. Verso tuo marito sarà il tuo istinto, ma egli ti dominerà. (Genesi)
E questi sono solo alcune del perle cristiano-cattoliche.
Ora mi domando: QUALE DONNA SANA DI MENTE PUO' ESSERE CRISTIANA?
Le donne dei leghisti
La via maestra per la promozione delle pari opportunità e della conciliazione ce la indica il paragrafo Politiche di parità del Libro bianco sul mercato del lavoro, coordinato nel 2001 dal Prof. Marco Biagi.
“(...) La presenza femminile nel mondo del lavoro - si legge in tale paragrafo - deve essere promossa a tutti i livelli e resa possibile operando con gli strumenti propri di un'economia di mercato. Una politica delle pari opportunità deve basarsi (...) sulle politiche sociali di sostegno alle donne sposate che lavorano, per dare loro la possibilità di meglio conciliare l'attività lavorativa con gli impegni familiari. Una politica di pari opportunità, nel contesto del nostro Paese, non va rafforzata solo per ragioni di equità sociale, ma per motivi di efficienza del nostro mercato del lavoro. (…) Per raggiungere quell'obiettivo di occupazione occorre far leva sugli strumenti che possano incentivare una maggiore offerta di lavoro, in particolare quella delle donne (...)”.
Chiaro che se una donna non è sposata non serve a nulla, visto che serve solo per procreare e per la famiglia.
Quindi sì agli asili e a tutte le agevolazioni (che nonostante tutto in Italia fatichiamo a vedere - si veda l'Espresso - Non è un paese per mamme), ma solo se sei sposata, quindi alle loro uniche condizioni.
Evviva la libera scelta.
giovedì 8 luglio 2010
Movimenti maschili - il problema del sesso ludico
I signori scrivono articoli (sempre che si possano definire tali)a tutto tondo, dal tema dell'aborto, a quello della prostituzione.
Un'importante dissertazione riguarda l'incapacità femminile di "fare sesso ludico" e l'importanza di andare a puttane come conseguenza.
Per questa ragione l'autore dice: " L’ho portata a casa mia. Pagata subito, lei si spoglia, si lava e mi dice “ti faccio di bocca e poi mi scopi, ok?, mezzora, ok?”. E’ piuttosto bella, ma dico sul serio, decisamente superiore alla media italiana, e non è l’unica là fuori. Rimane sul letto ad aspettare la mia carica, ma io le chiedo a bruciapelo “Perché fai sto mestiere?”. La mia sintesi potrà apparire banale, eppure in un Paese come l’Italia dove la Cultura della Visibilità è tutto, una donna così bella deve proprio passare le notti a caricar gente (come me o peggio)? Mi dice: “Con 100 euro in Romania mangi un mese in quattro persone, ecco perché”. Lo immaginavo, ma insisto: “Certo, se però ti trovi un uomo benestante qui… e bella così te lo trovi subito… non è un po’ meglio?”. Lei: “Come faccio? Con chi esco? Da sola? Non conosco nessuno”. “Ok,” replico “iscriviti a un’agenzia di modelle per intimo, per le fiere o cose del genere”."
E' così ovvio che una donna bella e straniera abbia solo poche opportunità: morire di fame, fare la prostituta, fare la modella "di intimo, per le fiere o cose del genere" (sicuramente Barnard avrà lavorato per importanti agenzie di modelle, motivo per cui ha un occhio esperto da talent scout e non è assolutamente obnubilato dalla lussuria)o in alternativa sposare un povero scemo pieno di soldi. Un futuro fulgido l'attende.
"La ragazza mi fissa come se stessi parlando di Marte e di volare lassù. Il messaggio di quello sguardo, credetemi, era di una disistima terribile; il marciapiede è il target che la sua storia le ha trasmesso in eredità, non le è concesso neppure contemplare un mezzo gradino più alto. La giovane mi sollecita a consumare l’incontro nei minuti restanti, ma io a quel punto ho altri pensieri e la mia serata di sesso rapido svanisce. Sulla via del ritorno apprendo che non ha uno sfruttatore, lo ha avuto ma, dice lei, “se una ha le palle alla fine può sbarazzarsene, garantito”. Le credo, o meglio, le crede il mio senso di colpa."
Chissà come mai il suo sguardo era di una disistima terribile...
" senso di colpa. Perché l’ho fatto? Mi voglio rispondere. L’ho fatto perché volevo avere fra le mani una giovane ragazza nuda senza impazzire per trovarne una, esercizio che per il maschio medio normalmente significa trenta serate nei locali, cento abbordi sempre difficili, e altre mille assurde peripezie che noi uomini dobbiamo inventarci per avere finalmente una o due magre occasioni di sesso. L’ho fatto perché l’alternativa praticamente non esiste, e l’alternativa si chiamerebbe Sesso Ludico. Ludico significa eros veloce, fuori dal sesso di casa (che ora non ho), senza allegati, laccioli, sgambetti, commediole da recitare eccetera. Insomma, un aperitivo, una partita a carte, solo che al posto del Campari o degli amici/amiche c’è il sesso, puro relax da scambiare con chi ne ha altrettanta voglia lì per lì. Nel mondo del sesso ludico la donna che desidera un’ora di svago si comporta come l’uomo, tale e quale. Invece della palestra o della cioccolata in tazza con l’amica, essa adocchia un bel tipo ovunque si trovi, lo squadra, decide ‘ok, quello mi attizza’ e gli si avvicina per chiedergli “Che fai stasera? Domani? Ti va un’uscita?”. Sì?, bene. No?, ok passo al prossimo. Una cosa pressoché inesistente qui, oggi, fra noi. Ne riparlo più sotto."
Il dramma di quest'uomo, in altre parole, è tutto questo impegno che ci deve mettere per farsi una scopata senza impegno. Le donne tendenzialmente sono cattive e hanno la gravissima colpa di non dargliela, motivo per cui lui è "obbligato" a pagare una poveretta che fa sopravvivere la famiglia in Romania con 100 euro al mese. Quali saranno i problemi più gravi? Quelli della prostituta rumena che è sfruttata o quelli di Barnard che non riesce ad ottenere "sesso ludico"?
"Il fatto è che noi uomini corriamo quasi ogni giorno della nostra vita adulta dietro al sesso ludico, lo necessitiamo come l’aria, perché il nostro DNA ci ha fatti così. Siamo degli ‘inseminatori’ che dai tempi in cui camminavamo a quattro zampe in qualche punto della Tanzania dobbiamo inseminare il più possibile. Lo fanno i leoni, i topi, i pipistrelli e praticamente ogni specie di sesso maschile sul Pianeta. Questo ci ha ‘regalato’ un desiderio sessuale molto, molto superiore a quello femminile (per le donne, stesso marchio da DNA in direzione opposta, visto che siete programmate per figliare e conservare la specie). Ecco perché vi sembra sempre che gli uomini ‘ce l’abbiano piantata nella testa’ (la gnocca); non è una mania, è genetica. Ma qui sorge il problema dei problemi. Al mondo ci sono solo maschi e femmine (salvo rare eccezioni), e se i primi necessitano di sesso dieci volte le seconde, che accade?"
Si discute quindi di antropologia stabilendo da subito che le donne hanno meno voglia di sesso degli uomini e che questi sono sostanzialmente animali perché incapaci di continenza (questo farebbe arrabbiare diversi uomini, ma non di certo Valerie Solanas che l'ha sottolineato nel suo libro, S.C.U.M - Manifesto per l'eliminazione dei maschi, in cui dice " Il maschio (...) usa l'intelligenza come mero strumento al servizio delle sue pulsioni e dei suoi bisogni, (...) riesce ad avere rapporti solo con le proprie sensazioni fisiche. Il maschio è intrappolato in una zona d'ombra a metà tra l'essere umano e la scimmia. Sebbene schiavo della propria fisicità, il maschio è inadatto anche a fare lo stallone", affermazioni da cui naturalmente prendo le distanze, ma con cui Bernard sembra concordare su tutta la linea, vista la natura delle sue affermazioni). Barnard avrà anche qualche laurea nel ramo della genetica per arrivare a dire "E' genetica"
Barnard si spiega l'atteggiamento femminile così "Altre donne sostengono che sono i pregiudizi maschili a bloccarle, cioè il timore di essere poi additate come quelle che ‘la danno a tutti’, le ‘pompinare’ ecc. In questo c’è un elemento di verità, ma si tratta oggi, nel mondo occidentale evoluto, di casi sporadici, e ciò non spiegherebbe in ogni caso l’imponente divario di domanda/offerta che domina il sesso fra i generi."
Chiaramente nel mondo evoluto, anzi evolutissimo occidentale non esiste più alcun doppio standard, per capirlo basta dare una letta agli insulti maschili su internet riguardo alle foto di veline seminude che vengono bollate con insulti ben peggiori che "pompinara", ma se proprio non si volesse portare alcun rispetto alle donne che fanno le veline basterebbe far pascolare per una città qualsiasi una donna attraente per sentirsi gridare di tutto.
"Infine ci sentiamo dire da voi che l’uomo comunque non perderebbe il vizio del sesso commercial-mediatico anche se lo potesse ottenere tranquillamente dal mercato ‘sano’, poiché “in fondo voi maschi sognate sempre di possedere la donna, vi eccita comprarvela, la dovete immaginare serva e sporca”. Di nuovo vi gabbate. Le ultime ricerche di settore puntano in primo luogo al bisogno fisiologico insoddisfatto come motivazione del cliente, poi al bisogno di essere accolti, e solo in ultimo al maschilismo irriducibile. Possiamo sicuramente dire che per tantissimi maschi la natura squallida dell’alternativa a pagamento – che si tratti della milionesima sega davanti al pc o, peggio, della trombata con una che ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare – è una parte assai spiacevole di queste vie di fuga che volentieri si risparmierebbero. Poi, certo che ci sarebbe sempre una minoranza fisiologica di uomini recidivi che punterà comunque al degrado, ma chissenefrega, non fanno testo."
Mai pensato che un maschio sano ami la donna "serva e sporca" (semmai è Barnard a sognare che la donna media dica questo). In quanto alle ricerche di settore sui motivi per cui un cliente paga una prostituta, francamente vorrei conoscerle.
Infine, se loro si riducono a questa miserissima condizione di fare sesso con una che"ti mette fretta, ti succhia con il preservativo, e alla quale non puoi leccare la passera per paura dell’Aids, che non ti bacia, e sta lì a prendersi il tuo corpo come fosse un comodino da spostare" è assolutamente causa di quelle arpie che non glielo danno questo benedetto sesso ludico. E' una sofferenza atroce, paragonabile forse alla fame nel mondo. Il fatto che lo schiavismo sessuale femminile sia un male incurabile in diversi paesi del mondo, e che in alcune culture il matrimonio stesso venga concepito come una forma di schiavitù anche sessuale è robetta per Barnard. Vuoi mettere vivere di autoerotismo, che peraltro i sessuologi sostengono che faccia bene?
"Per un nutrito gruppo, le mogli/compagne sono viste così: “Ti costringono ad andare in cerca di sesso a pagamento perché quando ti sposano ti promettono che farai sesso tutte le volte che ne avrai voglia, poi usano il sesso come una risorsa, un’arma”. Il mercato globale del turismo sessuale incassa qualcosa come cinque miliardi di dollari all’anno, con Paesi come la Thailandia dove il turismo (a prevalenza sessuale) è stato la prima fonte di valuta estera e contribuiva per il 13 % al Pil. Cuba, che sotto il regime di Batista era soprannominata il bordello degli USA, è oggi nota come il bordello d’Europa, con gli italiani in prima fila. (fonti: Gruppo Abele, Dipartimento Pari Opportunità, Ministero degli Interni, Fondazione Ismu, Transcrime, Università di Trento e Cattolica di Milano)
Spaventoso. Il problema della disparità di domanda e offerta di sesso fra uomini e donne è una catastrofe, e credo che queste righe lo abbiano dimostrato. Allora, donne, le vie per affrontare tutto ciò sono per me due, salvo poi scoprirne delle altre se avrete l’intelligenza di aprire un ampio dibattito su questo immenso problema. O mantenere lo status quo, con miglioramenti cosmetici, se decidete che per tanti motivi non potete/volete cambiare il vostro approccio al sesso. Oppure fare la terza rivoluzione dei generi nella Storia. "
Quindi il turismo sessuale è lecito.
Semmai è spaventosa l'idea della disparità tra domanda e offerta di sesso.
In quanto alle due proposte per la risoluzione di questo mostruoso problema, propendo per la seconda: la terza rivoluzione femminista. Ma temo che per chi la pensa come Barnard andrà infinitamente peggio.
" Qui entra in gioco la parte che tocca al maschio nella terza rivoluzione dei generi, cioè un impegno a dismettere per sempre, a seppellire negli inferi, lo stigma demenziale che appiccichiamo ancora oggi alle poche donne capaci di sesso ludico."
Parità salariale? Idiozie...Parità di trattamento? Rispetto? Stupidaggini...ecco l'importantissimo tema della terza rivoluzione femminista.
"Riequilibrare urgentemente lo squilibrio intollerabile fra domanda maschile e offerta femminile di sesso nel mondo moderno, conviene però soprattutto a voi donne. Come si diceva, il controllo dell’offerta (la do – non la do) vi dà un potere immenso, ma vi massacra pure. Oggi il corpo femminile è ipertroficamente valutato proprio a causa di quella sproporzione, e se non lo fosse più, se cioè a domanda 100 corrispondesse un’offerta adeguata, sparirebbe anche la commerciabilità oltraggiosa delle vostre parti corporee: mai più donne-pezzi di scottona nude e saltellanti che appaiono in tv ma non si odono; mai più deficienti televisive che ‘vengono’ mentre scartano il budino; mai più le ‘Albe Parietti’ invitate a parlare fra esimi intellettuali solo perché le telecamere possano offrirci due tette e una bocca da pompini fingendo però la parità intellettuale in televisione; fine del degrado grottesco della vostra immagine, in Italia in particolare. Dovete, in sintesi, svalutare la gnocca su questo mercato impazzito, rendendola molto molto più felicemente accessibile, e consegnare così al dimenticatoio della Storia le massime come ‘tira più un pelo di figa che un carro di buoi’, che infatti ispirano l’osceno concetto del gnocca-based marketing che vi insudicia la vita. E infine, pensateci, in un mondo di sesso ludico crollerebbe una fetta enorme del putrescente castello mondiale del commercio sessuale, portandosi al cimitero gli scempi planetari che causa."
Quindi, se siamo ingiustamente esposte mediaticamente come prosciutti e se in tv appaiamo come carne da macello è perché la popolazione femminile non la vuole mollare per fare il famoso sesso ludico.
Che poi Barnard è anche economista e ci illumina sulle quotazioni e le svalutazioni del mercato della gnocca. Come rifiutare un uomo del genere...
Sinceramente, l'unica cosa che mi è parsa lampante dalla lettura di questo articolo ben poco illuminato è una sola: Barnard è un sesso-dipendente.
Non pensa ad altro e non scrive d'altro.
martedì 29 giugno 2010
Laicamente
mercoledì 23 giugno 2010
I consultori da pro-choice a pro-life
martedì 1 giugno 2010
10 buoni motivi per essere femminista

- Perché siamo ancora oggetto e non soggetto.
- Perché i nostri diritti procreativi sono ancora sotto attacco
- Perché esiste ancora la violenza nei confronti delle donne
- Perché le donne sono ancora le più povere e svolgono ancora i due terzi di tutto il lavoro del mondo, la maggior parte del qual è sottopagato o non pagato affatto.
- Perché esiste ancora il double standard
- Perché esiste ancora la discriminazione sessuale
- Perché il nostro corpo non è ancora del tutto nostro
- Perché siamo ancora le vittime preferite degli stereotipi culturali
- Perché la lingua italiana è ancora sessista
- Perché la rappresentanza politica femminile è pressoché inesistente
- Ma allora sei proprio femminista! – esclamano spesso i miei interlocutori.
Sì, sono femminista e non mi vergogno certo a dichiararlo.
In questi ultimi tempi la parola femminista ha assunto una strana connotazione. Molte donne storcono il naso di fronte a questa parola, che però è degna del loro rispetto e a cui devono tutto.
La cultura pop ci lascia intendere che essere femministe significa indossare un reggiseno rosa, camminare su tacchi a spillo, mostrare più pelle possibile. Niente di più falso.
E’ merito delle proteste femministe se oggi le donne hanno un’indipendenza economica, diritto di voto e (qualche) diritto sul loro corpo.
Le ragazze che sono nate dopo gli anni ottanta danno spesso per scontato alcune possibilità che però non sono ancora acquisite del tutto (si parte dal presupposto che se un diritto, come l’aborto, è ormai acquisito non c’è alcuna necessità di attaccarlo)
Altri ci dicono che il femminismo non è più necessario perché ormai “le donne possono fare tutto” (sulla carta) ma è qualcosa ben lontano dall’essere vero nella routine quotidiana.
Poi ci sono quelli/e che rimpiangono i vecchi tempi, quando “le donne erano donne e gli uomini erano uomini”. All’esortazione “Sii uomo” o “Sii donna” ho sempre rabbrividito.
In questa epoca di backlash, o contrattacco, per citare una delle mie femministe preferite, mi è sembrato doveroso fornire dei buoni motivi per tutelare la parola femminista. Per gli stessi motivi ci serve ancora, e temo ancora per molto tempo.
